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Progettare con gli alberi: un futuro per la transizione ecologica

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barcellona foresta urbana
Tre milioni di alberi per Milano, 10 milioni per Roma, tre miliardi per l’intera Unione europea al 2030, mille miliardi condivisi tra gli Stati membri al G20 di Roma e alla Cop 26 di Glasgow sino al World Economic Forum di Davos con l’iniziativa One trillion trees proiettata al 2050

Progettare con gli alberi.
Piantare alberi è obiettivo globale trasversale ai SDGs (gli obiettivi di sviluppo sostenibile) ed è strettamente correlato a normative e finanziamenti per l’incremento della biodiversità e del capitale naturale, anche integrati ai temi della rigenerazione urbana – dalle foreste urbane ai parchi di cintura – sino ai boschi di pianura, all’agricoltura multifunzionale, ai corridoi ecologici e fluviali, tutti concorrenti e sinergici alla transizione ecologica. Tante le opportunità in gioco, tanti i benefici attesi soprattutto in termini di gestione del “sequestro” di anidride carbonica di miglioramento del microclima urbano (temperatura e qualità dell’aria) e di costruzione di sistemi adattativi al cambiamento climatico, per la mitigazione dei fenomeni estremi tra siccità, bombe d’acqua, frane, alluvioni, che stanno affliggendo con sempre maggiore frequenza e intensità l’intero Pianeta.

 

 

PROGETTARE CON GLI ALBERI: UNA REALTÀ

L’attività di piantumazione è già tradotta in grandi numeri: tre milioni di alberi per Milano, 10 milioni per Roma, tre miliardi per l’intera Unione europea al 2030, mille miliardi condivisi tra gli Stati membri al G20 di Roma e alla Cop 26 di Glasgow sino al World Economic Forum di Davos con l’iniziativa One trillion trees proiettata al 2050. Il coinvolgimento è mondiale, dall’Australia alla Cina, Russia, Brasile sino ai Paesi arabi che hanno rilanciato un altro miliardo di alberi.
In Italia il Pnrr ha già stanziato 330 milioni di euro per 6.6 milioni di alberi da piantare nelle 14 città metropolitane. I primi 1.65 milioni di alberi sono previsti già entro il 2022, il resto entro il 2024.

PROGETTARE CON GLI ALBERI: UN BANDO AD HOC

Un apposito bando è stato pubblicato nel marzo del 2022 per dare il via ai primi interventi, in larga parte destinati alle città del sud (Bari, Cagliari, Palermo, Napoli), oltre Roma e Torino. Si tratta di un piano del Mite per la riforestazione urbana ed extraurbana che coinvolge non solo le città, ma anche gli ambiti limitrofi quali aree «agricole intensive» o «recentemente incendiate» e precisa anche densità e tipologie di impianto (mille piante/ettaro tra alberi e arbusti). Tra gli scopi indicati: preservare la biodiversità, contribuire alla riduzione dell’inquinamento atmosferico, ridurre le procedure d’infrazione europee per la qualità dell’aria, valorizzare le periferie e le aree interne rurali, frenare il consumo del suolo.

PROGETTARE CON GLI ALBERI: FINANZIAMENTI SUFFICIENTI?

Una corsa corale e appassionata (tra attivisti, politici, amministratori, tecnici) che ci vede impegnati su obiettivi indubbiamente ambiziosi, non solo in termini di risorse necessarie e tempi stretti, ma anche e soprattutto di organizzazione operativa. Molti sono infatti gli alert già lanciati dagli addetti ai lavori che rilevano non solo l’insufficienza degli stanziamenti (nel Pnrr 50 euro ad albero), ma soprattutto “debolezze” lungo la filiera operativa (dal vivaio alla manutenzione) che se non risolte rischiano di vanificare il tutto. A partire dalla necessaria selezione delle specie e delle varietà più adatte, non solo al sito di impianto, ma anche alle condizioni in atto (inquinamento atmosferico, temperature, siccità, parassiti). Serviranno quindi oltre i grandi numeri anche il necessario assortimento varietale e dimensionale adatto ai diversi impieghi e alle diverse condizioni geopedologiche, climatiche e adattative. Servirà quindi coordinare le strutture per la ricerca applicata a quelle della produzione vivaistica (7.500 imprese), e programmare le necessarie e più adatte forniture anche con specifici contratti di filiera che reciprocamente (e per tempo) impegnino produttori e acquirenti. Occorrerà sostenere e valorizzare le capacità produttive delle imprese, la formazione degli addetti ai lavori (dalla produzione alla manutenzione) in un processo di innovazione quindi varietale-tecnologica-gestionale che migliori la sostenibilità dell’intera filiera vivaistica. Occorrerà contestualmente anche informare-formare chi, dall’altra parte, gestirà tempi, modi e luoghi e relativi appalti per le piantagioni. Fondamentale sarà l’individuazione delle aree di intervento, tra i limitati spazi a disposizione nelle zone cittadine per piantare foreste urbane che abbiano dimensioni sufficienti a raggiungere gli obiettivi minimi fissati dal piano. E fondamentale sarà l’effettiva capacità dei Comuni coinvolti.

Progettare con gli alberi:
Barcellona, foresta urbana (foto di Flora Vallone)

 

I numeri

I numeri

Uno studio pubblicato su Nature nel 2015 (Crowther et al.) stima che sulla Terra ci sono circa tre mila miliardi di alberi. Nel 2019 Science ha pubblicato uno studio (Bastin et al.) nel quale si afferma che sul Pianeta ci sono quasi un miliardo di ettari nei quali si potrebbero piantare alberi affermando che questa potrebbe essere «(…) la nostra più efficace soluzione al cambiamento climatico fino ad oggi» (un ettaro di foresta assorbe tra due e cinque tonnellate all’anno anno di anidride carbonica). (F.V.).

 

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