Rifiuti edili: nasce il Consorzio Rec

Un progetto nato in seno a Federcomated, l’associazione dei rivenditori di materiali che fa capo a Confcommercio. L’obiettivo è affrontare e risolvere il tema della raccolta, per trasformare questo aspetto da problema a opportunità. Rendendo gli store protagonisti della filiera a vantaggio delle imprese (e dell’ambiente)

Rifiuti edili.

Un’iniziativa che ha suscitato grande interesse da parte di tutti gli attori della filiera delle costruzioni – ma che vede protagonisti principali i rivenditori edili – e pone particolare attenzione ai temi all’economia circolare e all’ambiente.

Si chiama Consorzio Rec (“Recupero edilizia circolare”): costituito lo scorso maggio in sede Confcommercio a Milano, è un’occasione per gli operatori di partecipare alla nuova transizione ecologica in sicurezza, operando in un contesto guidato e protetto rispetto ai possibili rischi di gestione dei rifiuti di costruzione e demolizione.

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«È un progetto a cui lavoriamo da qualche anno in Federcomated (l’associazione politico-sindacale dei rivenditori di materiali edili che fa capo a Confcommercio, Nda) – dichiara Francesco Freri, presidente del Consorzio – per dare la possibilità ai punti vendita associati di poter ritirare i rifiuti da costruzione e demolizione all’interno dei propri store».

IL MODELLO

La modifica alla norma sul deposito temporaneo dei rifiuti (art. 185-bis, D.Lgs. n. 152/2006), pubblicata in Gazzetta Ufficiale nel settembre del 2020, ha creato la figura giuridica del «Deposito preliminare alla raccolta» consentendo ai magazzini di materiali per l’edilizia di diventare punti di raccolta. «Il consorzio Rec  – prosegue Freri – organizza e predispone per tutti i propri associati un modello organizzativo e propone regole sicure e condivise per lo svolgimento di questa attività. Chi da domani vorrà operare come “Centro preliminare di raccolta” dovrà rispettare regole ben definite in un “disciplinare” che il Comitato Tecnico Scientifico di Rec ha redatto e ha preso l’impegno di manutenere in concerto con i ministeri competenti e le istituzioni di controllo».

Il tema dei rifiuti da costruzione e demolizione in Italia è molto rilevante. Si pensi che l’Ispra ha rilevato nel 2019 che quelli del settore edile costituiscono quasi il 48% del totale dei rifiuti speciali non pericolosi e il 44% dei totali rifiuti spe­ciali prodotti in Italia. E crescono in maniera esponenziale (+43% dal 2013 al 2019). Se confrontati, poi, con gli altri paesi europei i dati sono mal rendicontati, evidenziando un problema di sommerso e di raccolta inefficiente.

UN SISTEMA “WIN WIN”

«Il Consorzio – sottolinea il presidente – va proprio a risolvere il tema della raccolta, trasformando questa parte del processo circolare in azione efficiente. È un sistema win win per tutti gli attori della filiera, le imprese edili, i rivenditori, gli impiantisti, i trasportatori eccetera. Gli artigiani e le imprese edili non dovranno più sostenere lunghi viaggi, risparmiando economicamente e riducendo l’inquinamento. I magazzini edili potranno erogare il servizio di conferimento dei rifiuti da costruzione e demolizione (quelli contrassegnati col codice Cer 17, quindi cemento, mattoni, ceramiche, legno, plastica, vetro, metalli, miscele bituminose eccetera) migliorando i fatturati – con incrementi previsti fino al 10% – grazie alla maggior fidelizzazione con le imprese. Non solo, i rivenditori hanno ora una nuova opportunità per migliorare la propria reputazione come protagonisti della transizione ecologica, trasformandosi da esperti di prodotto a esperti di rifiuto, ma anche di materiale riciclato, perché diventeranno, in un futuro prossimo, punti di diffusione di eco-materiali qualificati e certificati per l’edilizia, in ottica di economia circolare. Gli impiantisti che potranno godere di clienti (i rivenditori) che seguono regole precise definite in disciplinare, avranno cura di stoccare rifiuti nel rispetto delle norme e saranno un giorno la rete commerciale a cui gli impianti venderanno il riciclato per immetterlo sul mercato. I trasportatori, solo se autorizzati, faranno da trait d’union tra i vari soggetti. Al Consorzio Rec possono iscriversi non solo i centri vendita di materiali edili e gli impianti di recupero e di riciclo di tutti i rifiuti raccolti, ma possono aderire anche i trasportatori autorizzati e i produttori di materiali per l’edilizia. È, quindi, aperto a tutti gli attori della filiera che si vogliono impegnare in progetti di recupero e riciclo conformi al nuovo codice ambientale».

 

Parola d’ordine: efficienza

Attenzione all’ambiente, ma anche vantaggi economici, dunque, e non solo per le imprese, se si pensa, ad esempio, che nel solo comune di Roma circa 30 mila tonnellate di rifiuti da costruzione e demolizione vengono ogni anno abbandonate o buttate nei cassonetti pubblici e nelle piattaforme ecologiche, con un costo stimabile in oltre 4 milioni di euro che potrebbero essere risparmiati con una raccolta efficiente presso i Centri Rec.

«Grazie ai Centri Preliminari di Raccolta consorziati a Rec, infatti – afferma Francesco Freri, presidente del Consorzio  Rec – si ottiene una riduzione dei rifiuti da costruzione e demolizione avviati allo smaltimento o abbandonati e un maggiore recupero di materiale. Il flusso è semplice: le Pmi edili e gli artigiani conferiscono, in modo differenziato, i rifiuti di costruzione e demolizione presso i “Centri preliminari di raccolta” che li avviano agli impianti di recupero e riciclo. I materiali riciclati ottenuti possono essere distribuiti e venduti attraverso la stessa rete dei centri vendita del consorzio. Con la rete dei Cpr del Consorzio Rec, grazie anche a una piattaforma di condivisione della gestione dell’operatività, si riducono gli sprechi e migliorano i vantaggi. I Cpr incrementano, infatti, il riciclo e facilitano la diffusione e la vendita di nuovi materiali riciclati di qualità, diventando protagonisti dell’economia circolare». (F.Ma.)

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