Riconversione dei processi produttivi: il primo passo verso il futuro

Nel processo di transizione ecologica, “Confindustria Energia” non può che essere in prima fila: con 35 mila lavoratori impegnati nel settore, la federazione rappresenta aziende impegnate in tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione sia sul versante tradizionale sia di quello rinnovabile. Con un’attenzione particolare alle relazioni fra le parti sociali

Riconversione dei processi produttivi.
Forte attenzione alla riconversione dei processi produttivi esistenti, crescita di nuove filiere, tra cui le fonti rinnovabili e l’idrogeno, e passaggio a un modello economico circolare. Questa, in estrema sintesi, l’attuale filosofia di “Confindustria Energia” espressa dal suo direttore, Domenico Noviello. La federazione delle associazioni del comparto conta 35 mila lavoratori e rappresenta il settore dalla produzione alla distribuzione di energia, sia tradizionale sia rinnovabile.

Avvocato, quali sono i punti caratterizzanti la vostra proposta per il Pnrr?
«Il Pnrr dovrebbe innanzitutto valorizzare le iniziative sulla base dei contenuti di sostenibilità, tenendo conto della dimensione temporale. Insieme allo sviluppo delle fonti rinnovabili pensiamo che il Pnrr debba sostenere la trasformazione dell’industria petrolifera per lo sviluppo di carburanti low carbon, considerando l’impegno della filiera nel processo di riconversione delle raffinerie in bioraffinerie. Anche in coerenza con il Pniec andrà valorizzata la filiera del gas e lo sviluppo di gas rinnovabili e accelerare lo sviluppo di soluzioni quali l’idrogeno green e low carbon».

A quale tipo di trasformazione immaginate potrà portare la transizione ecologica dell’attuale governo e quale tipo di supporto ritenete sia necessario che le vostre imprese debbano ricevere per agevolare il “Green deal”?
«L’auspicio è che la transizione energetica porti all’istituzione di un modello economico e industriale sostenibile e circolare, basato su un mix di soluzioni tecnologiche efficienti. Un quadro normativo certo e le semplificazioni autorizzative rappresentano già un primo supporto per le imprese. Andranno poi sostenute tutte le attività di ricerca e innovazione per lo sviluppo di tecnologie innovative per il consolidamento di una filiera industriale nazionale».

Per concludere, avvocato Noviello: qual è, secondo lei, il ruolo delle relazioni industriali nella transizione energetica?
«Nella nostra visione la transizione energetica dovrà guardare alla sostenibilità ambientale, economica e sociale. Di fronte a questo tipo di complessità le relazioni industriali offrono un contributo determinante per agevolare il processo, riconoscendo anche loro nelle politiche di transizione energetica, uno strumento per lo sviluppo del Paese. Per questo motivo già nel maggio 2020 Confindustria Energia ha istituito con le organizzazioni sindacali Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil il tavolo strategico sull’energia, in cui le parti possono condividere e intraprendere azioni congiunte per sensibilizzare le istituzioni e garantire un futuro all’industria energetica nazionale». (M.C.)

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