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Bollette più care per l’Horeca

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Bollette più care per l’Horeca
Se la media dell’incidenza dei costi sul fatturato in un anno si attesta al + 121%, in questo comparto la percentuale sale al + 161% per alberghi-ricettività e al + 123% per la ristorazione

Bollette più care per l’Horeca: un’indagine di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza, condotta su un totale di 703 imprese del terziario, ha messo in luce la violenta scossa del caro-energia sui conti. Se la media dell’incidenza dei costi sul fatturato in un anno si attesta al + 121%, per il settore Horeca questo dato si inasprisce.  Secondo i dati elaborati dall’Ufficio Studi, infatti, la percentuale sale al + 161% per alberghi-ricettività e al + 123% per la ristorazione.

 

 

 

Quali le conseguenze? In generale, per il 15% il rischio è la chiusura e per il 10% la sospensione temporanea dell’attività. Una vera emergenza a cui le misure finora varate dal governo sono insufficienti per il 96% delle imprese.

Bollette più care per l’Horeca: gli aumenti

I maggiori rincari sono registrati dagli imprenditori del dettaglio alimentare, ristorazione ed alberghi/ricettività: il 90% dichiara un aumento superiore al 100% rispetto al 2021 e il 31% lamenta un rincaro superiore al 200%. In generale, nel terziario il rincaro è tra il 100 e il 200% per il 27% delle imprese, di oltre il 200% per il 26% e fra il 50-100% per il 23%.

La spesa per il gas, che – come intuibile – incide maggiormente per alberghi/ricettività, ristorazione, è cresciuta di oltre il 200% per il 19% delle imprese e fra il 100 e 200% per il 25%. Il 31% registra aumenti fra il 50 e 100% mentre il 25% segnala rincari tra il 30 e il 50%.

Bollette più care per l’Horeca: cause e conseguenze

La stragrande maggioranza delle imprese (91%) è certa che la speculazione sia la causa principale degli aumenti, mentre la guerra in Ucraina pesa per il 30% e l’incremento dei prezzi delle materie per il 26%.

Le conseguenze sono, in primis, il minore uso di illuminazione e aria condizionata e riscaldamento (66%), un maggiore indebitamento con le banche per pagare le bollette (32%), la riduzione dell’orario di lavoro (18%), la chiusura dell’attività (15%) e la sospensione temporanea (10%).

Alla luce di questo scenario, il 66% delle imprese chiede interventi più ampi e incisivi del governo per ridurre il carico fiscale sulle bollette il 63% indica che bisogna puntare con decisione sulle fonti di energia rinnovabile, il 53% sulle centrali nucleari di ultima generazione e il 32% sui rigassificatori.

«Gli interventi per far fronte all’emergenza dovuta al caro energia – spiega Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza – devono essere molto rapidi per evitare una vera e propria recessione e indesiderati lockdown per le imprese. Per quest’autunno-inverno potrebbero essere chiesti sacrifici a tutti i cittadini e, da parte nostra, non mancherà senso di responsabilità e dialogo con le istituzioni».

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