Una “fabbrica faro”: ABB, tecnologie e sostenibilità (non da oggi)

Una “fabbrica faro”.

Da una parte un pianeta sempre più affamato di energia, dall’altra il bisogno di ridurre le emissioni per fermare il riscaldamento globale, ma anche per rispettate la deadline del 2030.

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Ago della bilancia possono essere aziende tecnologiche come ABB che – partita 130 anni fa – oggi è una società che progetta tecnologie all’avanguardia e lavora a stretto contatto con clienti impegnati nel settore delle utility, dell’industria, dei trasporti e delle infrastrutture, in circa cento Paesi. Tra le diverse fabbriche italiane di ABB, tre sono riconosciute come «Lighthouse plant» (una fabbrica faro) dal ministero dello Sviluppo economico che si stanno impegnando nel coniugare transizione digitale e sostenibilità. Gianluca Lilli (nella foto), amministratore delegato di ABB Italia, ci racconta il percorso intrapreso nei decenni nell’ambito della sostenibilità: una trasformazione già in atto, ambiziosa nella visione, ma concreta nella misurazione degli impatti.

Si prevede un incremento della domanda di energia nei prossimi anni, ma ad aumentare sarà anche la sensibilità verso un futuro sostenibile. Come coniuga ABB queste due esigenze?

La nostra azienda ha iniziato a integrare la sostenibilità nella propria strategia di business, da quando questo tema non aveva ancora raggiunto l’attenzione di cui gode oggi. Già dal 1996 ABB ha introdotto un Sga, un “Sistema di gestione ambientale” nei propri siti, arrivando a definire una strategia di sostenibilità in linea con il traguardo del 2030. Con la crescente domanda di energia e la conseguente richiesta di elettrificazione, ABB è coinvolta su tre fronti: riduzione delle emissioni di gas serra, conservazione delle risorse con un approccio circolare che coinvolga i propri fornitori e promozione del progresso sociale. Crediamo fermamente che il futuro passi dallo sviluppo di un’elettrificazione sostenibile, dato che questa porta alla riduzione dei costi, al risparmio delle risorse con conseguente riduzione delle emissioni.

ABB ha diverse realtà produttive in Italia. Come viene attuata la strategia di sostenibilità in queste fabbriche?

Prima di tutto, l’energia utilizzata in tutti le sedi di ABB in Italia è certificata 100% green da Enel Green Power, a dimostrazione del nostro impegno su questo fronte. Le nostre fabbriche italiane – Frosinone, Santa Palomba e Dalmine – sono state riconosciute come «Lighthouse plant», cioè una “fabbrica faro” dal ministero dello Sviluppo economico: un modello per le aziende che vogliono abbracciare la filosofia Industry 4.0. In Italia oggi sono solo sei i cluster di fabbriche riconosciuti e le tre italiane di ABB sono tra le prime a essere entrate in questa classifica virtuosa. Da noi sono stati introdotti sistemi di produzione automatizzati e interconnessi che si allargano all’intera supply chain, coinvolta in un processo di creazione di valore dinamico e collaborativo. Dalmine, Frosinone e Santa Palomba sono esempi di “smart manufacturing” e svolgono il ruolo di esempi reali delle più innovative soluzioni digitali, legate al concetto di Impresa 4.0. con soluzioni IoT, predictive maintenance, virtual factory e molto altro. In più, in questi plant sono state introdotte le soluzioni che ABB offre ai suoi clienti per gestire in modo consapevole l’utilizzo dell’energia elettrica e il miglioramento dell’efficienza energetica. Gli interventi realizzati negli stabilimenti lighthouse dimostrano infatti come l’upgrade digitale del sistema di distribuzione elettrica con la piattaforma “Intelligent Distribution” di ABB possa preparare qualsiasi fabbrica a diventare una microgrid sostenibile. Con un consumo annuo di energia elettrica di 9 mila MWh e una bolletta energetica di 1,2 milioni di euro, l’introduzione di queste tecnologie abilitanti a Frosinone ha garantito un risparmio energetico del 30%, riducendo i costi di esercizio e le emissioni. A Dalmine, inoltre, è stato installato un impianto fotovoltaico da 900 kW, che permette l’autoproduzione di energia per il sistema di raffrescamento degli ambienti produttivi e allo stesso modo nel plant di Santa Palomba è prevista l’installazione di un impianto fotovoltaico sui parcheggi dipendenti e visitatori. In tutte le nostre sedi, ovviamente, ci sono poi stazioni di ricarica per veicoli elettrici.

Ci dà una visione del futuro secondo ABB?

Le città con il loro sviluppo rappresentano il fulcro su cui attivare la trasformazione verso un futuro sostenibile. Crediamo fortemente che il cambiamento debba iniziare da qui, da nuovi modelli di gestione dell’energia, la cui richiesta crescerà enormemente. Occorrerà spingere sull’efficientamento, perché questo porta alla riduzione delle emissioni. Elettrificazione e sostenibilità possono procedere di pari passo grazie alle nuove soluzioni digitali, soluzioni che ABB è già in grado di offrire.

 

A Frosinone, efficienza e risparmio

Inaugurato nel 1969 su un’area di 150 mila metri quadrati, lo stabilimento ABB di Frosinone rappresenta il più importante impianto della “Divisione Smart Power” a livello globale e occupa circa 900 dipendenti. Qui si producono ogni anno tre milioni di interruttori di bassa tensione. Da Frosinone il prodotto raggiunge più di cento Paesi, rappresentando una quota export del 85%. Il sito produttivo è stato riconosciuto “Lighthouse Plant” (una “fabbrica faro”) dal ministero dello Sviluppo economico per il suo impegno digitale nell’ambito del “Piano transizione 4.0”. Il piano di sostenibilità garantisce alla fabbrica un risparmio energetico del 30%, ottenuto con interventi di retrofit e l’utilizzo della soluzione di energy management cloud-based per identificare aree di ulteriore miglioramento dell’efficienza.Con un consumo annuo di energia elettrica di 9 mila MWh e una bolletta energetica dell’ordine di 1,2 milioni di euro, il team che gestisce il sito ha visto nella gestione digitale dell’energia l’opportunità per ridurre i costi di esercizio e ridurre le emissioni in un’ottica di sostenibilità ambientale. Ora, per andare oltre, ABB Italia ha previsto progetti di ricerca che porteranno a una produzione industriale ancora più automatizzata e interconnessa e a una supply chain dinamica e collaborativa. Lo sguardo è rivolto in particolare all’elemento umano, per formare competenze sempre più mirate a una continua crescita: la fabbrica investe il 6% del fatturato in ricerca e sviluppo e al momento supporta 10 progetti di innovazione, in collaborazione con le principali università italiane. (M.L.)

Una "fabbrica faro"
Uno scorcio dello stabilimento di ABB a Frosinone