Turismo sostenibile: moda del momento o modello in crescita?

Quanto pesa sull’ambiente la nostra scelta di concederci una vacanza? Un report per il 2021 ha rivelato che c’è un cambiamento in atto e che le persone stanno iniziando a viaggiare in modo più sostenibile. Siamo davvero ad un punto di svolta?

Turismo sostenibile: moda del momento o modello in crescita? Lo scorso giugno Booking.com ha pubblicato una ricerca i cui risultati riportano le informazioni provenienti da oltre 29.000 viaggiatori in 30 Paesi. Dai dati emerge come la pandemia sia stata il punto di svolta che ha portato i consumatori a impegnarsi concretamente nel viaggiare in modo più sostenibile: il 92% dei viaggiatori italiani intervistati pensa che questa pratica sia di importanza vitale, mentre il 57% ha affermato che adotterà questo modello in futuro.

Entrando più nel dettaglio del sondaggio, l’89% dei viaggiatori italiani intende ridurre i rifiuti in generale, l’86% vuole diminuire il proprio consumo energetico – ad esempio spegnendo l’aria condizionata e le luci se non si è presenti nella stanza di hotel o nella casa vacanza – e l’85% desidera spostarsi in modo più rispettoso dell’ambiente, per esempio camminando, andando in bicicletta o prendendo i mezzi pubblici. Altro dato molto positivo riguarda il rispetto per le comunità locali: il 79% degli italiani ha dichiarato di voler vivere esperienze autentiche e rappresentative della cultura locale durante i propri viaggi, il 92% che pensa sia cruciale aumentare la comprensione culturale e la conservazione del patrimonio culturale e l’88% vorrebbe che l’impatto economico del settore fosse distribuito equamente a tutti i livelli della società. Inoltre, il 76% degli intervistati dice di voler evitare le destinazioni e attrazioni più popolari per non contribuire al sovraffollamento, aiutando così le destinazioni meno visitate e le relative comunità a trarre beneficio dagli effetti positivi dei viaggi.

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Dalla teoria alla pratica?

Anche se l’87% dei viaggiatori afferma di voler soggiornare in un alloggio sostenibile nel prossimo anno, non mancano gli ostacoli alla realizzazione di questi propositi. In effetti, considerando solo il 57% dei viaggiatori italiani che ha detto di non aver soggiornato in una struttura sostenibile nell’ultimo anno, il 31% di questi non sa nemmeno che esistesse questo tipo di scelta. Inoltre, il 34% non ha trovato opzioni sostenibili nella meta del proprio viaggio, mentre il 28% non sa nemmeno come reperirle. Infatti, più della metà (59%) degli intervistati crede invece che nel 2021 non ci siano ancora abbastanza opzioni di viaggio sostenibili disponibili.

In termini di consapevolezza e intenzioni, i viaggiatori e le strutture ricettive sembrano essere allineati, come rivela una nuova ricerca secondo cui l’82% delle strutture partner di Booking.com intervistate ritiene che la sostenibilità nel settore dell’ospitalità sia importante. Tuttavia, sebbene tre strutture partner su quattro affermino di aver già implementato misure sostenibili, solo un terzo comunica i propri sforzi in modo proattivo ai potenziali ospiti, in particolare al momento del check-in. Ci sono, quindi, ancora sfide significative da risolvere per rendere le informazioni sulla sostenibilità di facile accesso per i viaggiatori già nelle prime fasi del processo di prenotazione.

Dal suo canto, per aumentare la visibilità delle opzioni di soggiorno più sostenibili, Booking.com al momento riporta sulla propria piattaforma oltre 30 certificazioni ufficialmente approvate dal Global sustainable tourism council (GSTC), Green tourism ed Eu Ecolabel, e altri programmi di sostenibilità delle catene alberghiere.

«Nel corso dei sei anni in cui abbiamo condotto questa ricerca» ha affermato Marianne Gybels, Director of Sustainability di Booking.com « è stato stimolante vedere crescere costantemente la consapevolezza dell’importanza dei viaggi sostenibili, sia per i nostri clienti come anche ora con i nostri partner. Le buone intenzioni ci sono tra tutte le parti coinvolte, ma c’è ancora molto lavoro da fare per rendere i viaggi sostenibili una scelta davvero facile per tutti».

(foto di apertura di Lara Morandotti)

Quando l’eco-turismo fa beneficenza

Turismo sostenibile
Fonte: Oasy Hotel

Rigenerarsi immersi nella natura è ciò che offre l’Oasy Hotel, progetto di Oasi Dynamo affiliata WWF, una riserva protetta dove riconquistare la propria dimensione lontanato dalla tecnologia e con una logica zero sprechi. Si tratta di un’area di 1.000 ettari dove si concretizzano progetti di ricerca scientifica ed eco-turismo. Il leitmotiv del luogo è “tornare ad una dimensione wild”, a contatto con la natura, immersi nel verde ed in logiche sostenibili, amiche dell’ambiente e della salute dell’uomo. Le lodge per il soggiorno sono dotate di tutti i dettagli e i servizi di un resort di lusso: è quindi un modo comodo e chic di vivere in un’oasi che fa sentire parte di un ecosistema da amare, rispettare e proteggere.

In armonia con una natura rigogliosa di flora e fauna, è possibile svolgere diverse attività: trekking, biking, orienteering, yoga, kayak, farming per produrre formaggio o godersi un massaggio nella zona relax.

Oltre al plus ecologico c’è anche un importante aspetto sociale: parte dei proventi dell’oasi hotel vanno a finanziare Dynamo Camp, un camp di terapia ricreativa che offre vacanze gratuite a bambini affetti da patologie gravi e croniche dai 6 ai 17 anni e a famiglie con bambini con gravi disabilità, durante tutto l’anno.

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