Risparmiare acqua, colorando i tessuti

Depurazione come pre-condizione al riutilizzo industriale. Non si tratta solo di un dovere verso l’ambiente, ma anche di una strategia per migliorare l’efficienza produttiva, riducendo contemporaneamente i costi connessi all’utilizzo di risorse naturali. Da Benetton un’esperienza interessante come caso studio applicabile anche in altri ambiti

Risparmiare acqua. Il processo di tintura delle fibre tessili rappresenta una delle attività industriali a più alto impatto ambientale per l’elevato consumo di acqua che, una volta utilizzata, si carica di sostanze tossiche riversandosi poi nei fiumi e nei mari. Basti pensare che il 20 per cento dell’inquinamento globale delle acque industriali deriva proprio dalla colorazione dei tessuti.

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Nello specifico, le fasi di tintura e fissaggio dei pigmenti sui materiali tessili, oltre a esigere grandi volumi d’acqua richiedono anche un forte consumo di energia.

RISPARMIARE ACQUA: UN ESEMPIO

Ad Osijek, città della Croazia nord-orientale vicina al confine con l’Ungheria e la Serbia, da tempo si sta lavorando alla risoluzione di questo problema con risultati molto interessanti. Qui ha sede la società Olimpias Tektil, stabilimento di maglieria che fa parte del Gruppo Benetton, dove da alcuni anni è partito – prima in fase sperimentale e ora a regime – il progetto Wasatex (Water Saving Processes for Texile Production), finalizzato a ottenere mediante la depurazione dei reflui dell’industria tessile acqua da poter riutilizzare nel ciclo di produzione industriale.

Un progetto cofinanziato dall’Unione europea che ha mosso i primi passi nel 2014 e ha ricevuto nel 2016 il «Premio Innovazione Smau» e l’anno seguente il «National Energy Globe Award».

Nato dalla collaborazione fra l’impresa tessile Olimpias Group e due aziende italiane di ingegnerizzazione e produzione di impianti di depurazione (Europrogetti e Aspel» il progetto Wasatex punta al recupero del cento per cento delle acque di scarto inquinate attraverso un sofisticato processo di filtraggio.

TECNOLOGIA SOFISTICATA

In origine, alla Olimpias Tektil, l’acqua necessaria per i processi industriali veniva esclusivamente attinta dai pozzi: questo significava un consumo di circa 1.600 metri cubi al giorno, pari al fabbisogno quotidiano di 10.600 persone. Prima dell’avvio del progetto Wasatex lo stabilimento faceva fronte al fabbisogno idrico con l’estrazione dell’acqua freatica e i reflui venivano solo parzialmente trattati e poi rilasciati nelle fognature. Infatti, l’unico sistema di depurazione presente era di tipo biologico, una tecnologia in grado di rimuovere efficacemente tensioattivi, oli e grassi, fosforo e solidi in sospensione, ma non i componenti inorganici, quindi le sostanze alcaline, la silice, i cloruri, i solfati e i metalli pesanti. Un trattamento solo parziale che impediva il riutilizzo dell’acqua depurata nella produzione.

Era necessario quindi sottoporre l’acqua trattata biologicamente ad altre operazioni indispensabili per rimuovere i composti solidi sospesi per far sì che questo bene prezioso acquisisse le caratteristiche chimiche e fisiche adatte ai processi di lavaggio e risciacquo dei tessuti, in primis la rimozione totale della salinità.

AZIONE POTENZIATA

Con il progetto Wasatex il sistema di depurazione biologica è stato potenziato, grazie all’introduzione di una serie di tecnologie innovative in grado di separare completamente i diversi tipi di impurità. Tra queste, alcuni filtri specifici per purificare l’acqua dalle materie organiche, da pigmenti di colore e tensioattivi, da calcio, magnesio e alcalinità e sistema a osmosi inversa per rimuovere i sali solubili.

Le acque reflue trattate con questo processo diventano pulite al punto da poter essere impiegate anche nelle lavorazioni che richiedono purezza, bassa salinità e durezza, come nel caso della sbianca o dei bagni di tintura. L’altro vantaggio riguarda i colori che sui filati e tessuti risultano più stabili e – grazie all’assenza di sali – anche più brillanti. Quest’acqua depurata può essere utilizzata anche nelle caldaie, consentendo di limitare notevolmente l’uso di prodotti chimici. Inoltre, ha il vantaggio di non sporcare i tubi dello scambiatore di calore, quindi riduce e ottimizza i consumi.

(risparmiare acqua)

Un unico processo, tanti vantaggi

Nello stabilimento di Osijek si effettuano cicli di tintura e fissaggio di fibre tessili, soprattutto di cotone e lana. L’azienda ha 290 dipendenti e produce otto mila chilogrammi di filato al giorno.

Nel corso del 2020 è stato recuperato il 62 per cento dell’acqua necessaria alla tintoria e il consumo di metano si è ridotto di 1.750.000 kWh. Un risparmio energetico reso possibile perché l’acqua purificata che viene restituita all’impianto a una temperatura di circa 25/30 gradi, a differenza di quella di falda che quando viene pescata è molto più fredda (non supera i 15 gradi). L’acqua trattata, quindi, si può da subito utilizzare nei processi di tintura senza bisogno di scaldarla ulteriormente.

Oltre alla riduzione dell’uso dell’energia, questo processo garantisce un notevole risparmio economico: in Croazia, infatti, l’acqua ha un prezzo alto perché viene pagata al metro cubo, mentre in gran parte d’Italia, quando si attinge l’acqua dai fiumi o dalla falda, si paga solo una concessione – con un costo contenuto – e non il consumo. Anche sotto questo profilo, il riutilizzo delle acque di scarto purificate in ambito industriale rappresenta una significativa risorsa. (C.P.)

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