Presentato il primo bilancio di sosten-abilità

Quello di Unifarco non è un semplice bilancio di sostenibilità, ma la rappresentazione plastica dell’integrazione di benefici economici, sociali ed ambientali prodotti nella catena del valore e nel territorio

È stato presentato il primo bilancio di sosten-abilità. Non è un errore di stampa. Quello di Unifarco, infatti, non è un semplice bilancio di sostenibilità. Si tratta di una rendicontazione di sosten-abilità ossia della rappresentazione plastica dell’integrazione di benefici economici, sociali ed ambientali prodotti nella catena del valore e nel territorio. Tutto questo si traduce nel nuovo status di società benefit.

Perché sosten-abilità? Perché l’azienda ha fatto propria la massima in voga presso i commercianti veneziani del medio-evo “saver far e far saver“: prima agire in modo concreto e poi comunicarlo.

Questa è stata la politica di Unifarco in questi anni e non è un caso che il primo bilancio di sosten-abilità dell’azienda copra 4 anni, dal 2017 al 2020, proprio per mostrare quanto sia importante ragionare sul medio-lungo periodo quando si percorre la strada dello sviluppo sostenibile, da un lato creando valore sociale ed economico e dall’altro diminuendo il proprio impatto ambientale in termini di consumo di risorse naturali.

 

I traguardi

E proprio partendo da quest’ultimo aspetto, i risultati sono particolarmente significativi considerando una finestra temporale di soli 48 mesi. I consumi idrici all’interno del processo produttivo, ad esempio, sono diminuiti dell’8,7%, in termini assoluti: 211 m3. Secondo il Life Cycle Communication Tool creato dalla Scuola Sant’Anna di Pisa è il quantitativo di acqua utilizzato per 2.500 docce, oppure per lavare 1.200 auto.

Anche le emissioni di CO2 hanno registrato un decremento: -378 Ton/CO2 eq. (-24%) pari alla quantità di anidride carbonica assorbita da 50.400 alberi oppure alla CO2 emessa da un’auto di media cilindrata per 3.150.000 di chilometri.

I consumi energetici, considerando l’incremento della produzione, sono aumentati ma in maniera decisamente inferiore rispetto alla crescita del numero di pezzi prodotti: è vero che dal 2017 al 2020 l’utilizzo dell’energia segna un +41,5% ma l’incremento del consumo rispetto al numero di pezzi è stato solo del 6,9%. Inoltre, il 100% dell’energia impiegata proviene da fonti rinnovabili.

Anche gli scarti di produzione e i rifiuti sono in calo: -228 tonnellate, l’equivalente di 7 Tir a pieno carico.

Un importante lavoro – che è ancora in divenire – è stato realizzato sugli imballaggi primari e secondari. Da un lato, Unifarco ha incrementando l’utilizzo di materiali riciclati – oggi siamo al 15,2% – con un occhio particolare sulla plastica: l’obiettivo è infatti di arrivare al 35% di utilizzo di polimeri riciclati entro il 2025, mentre già nel 2020 si è evitata l’immissione sul mercato di 15 tonnellate di plastica vergine. Dall’altro, diminuendo il peso medio degli imballaggi per unità di prodotto del 4,8%.

Sul prolungamento del ciclo di vita del prodotto, Unifarco sta portando avanti un progetto sinergico rispetto ai precedenti altri due: l’azienda ha introdotto un sistema di refill nella Linea Premium Viso di Farmacisti Preparatori, per cui, a fine uso, viene gettata solamente la vaschetta interna in plastica riciclabile, mentre il vaso esterno, a sua volta riciclabile, è riutilizzato per l’alloggiamento di una nuova vaschetta.

 

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Cultura e benessere: gli investimenti

Sosten-abilità
Ernesto Riva, presidente di Unifarco

L’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse impatta positivamente sulla maggior efficienza della filiera, permettendo così ad Unifarco di poter investire il differenziale sulla diffusione della cultura e del benessere, in forma diretta o indiretta, sviluppando e supportando progetti di promozione sociale, storica e scientifica a livello locale, nazionale ed internazionale. Nel corso del 2020, infatti, sono stati dedicati a queste attività oltre 400 mila euro, che hanno generato un valore aggiunto pari a oltre il doppio della cifra investita.

«La transizione ecologica è la partita che stiamo iniziando a giocare a livello di sistema Paese» ha dichiarato Ernesto Riva, presidente di Unifarco. «Non un semplice slogan ma il fondamento dello sviluppo dei prossimi 30 anni. Perché investire nell’innovazione dell’attuale paradigma economico significa ridurre l’impronta ambientale delle catene di produzione, ottimizzandole e rendendole maggiormente competitive, ad esempio in termini di sfruttamento energetico. E questi risparmi possono poi, a loro volta, essere reinvestiti, a beneficio della comunità, in un processo in grado di garantire benessere sul lungo periodo».

Questo approccio nel quale benefici economici, sociali ed ambientali si rafforzano reciprocamente ha portato Unifarco a un’ulteriore tappa nel suo percorso nella creazione di valore integrato: l’azienda è infatti diventata società benefit –  a seguito del voto favorevole dell’assemblea straordinaria composta dagli oltre 350 soci – con tre obiettivi ben precisi: diffondere la cultura del benessere delle persone come finalità ultima della propria presenza sul mercato attraverso la collaborazione concreta e fattiva con tutti gli stakeholder; orientare le attività di ricerca e sviluppo verso soluzioni di prodotto e di processo in grado di minimizzare gli impatti ambientali;  promuovere dello sviluppo sostenibile declinato a livello ambientale, sociale ed economico.

 

Unifarco in breve

Nata nel 1982 ai piedi del Parco delle Dolomiti bellunesi (Santa Giustina), Unifarco è una società per azioni fondata e formata da farmacisti che propone prodotti cosmetici, nutraceutici, dermatologici e di make-up efficaci, sicuri e a un giusto prezzo. Unifarco si rivolge esclusivamente al canale farmacia: attualmente fornisce oltre 5.000 farmacisti europei (di cui oltre 2.700 in Italia). È gestita dai 4 soci fondatori con oltre 350 soci farmacisti. Ha attualmente oltre 430 dipendenti in azienda e 140 collaboratori sul territorio (formatori, informatori, agenti, beauty consultant, eccetera).

Nel 2020 il Gruppo Unifarco ha avuto un fatturato di 116 milioni di euro.

Ha filiali in Germania e Spagna e reti di vendita sviluppate in Francia, Austria, Belgio e Svizzera.

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