Motore elettrico o a combustione? Guidare sostenibile con il powertrain mix

Come è possibile raggiungere l’obiettivo di ridurre le emissioni causate dai trasporti? La risposta più comune oggi è quella di puntare sulla mobilità elettrica. Concetto di per sé corretto, ma non completo: occorre, infatti, contemplare una visione della mobilità sostenibile più ampia, non solo basata sulla promessa dell’elettromobilità, ma anche sull’ottimizzazione dei motori a combustione interna, passando per l’idrogeno e i carburanti rinnovabili.

Tema, questo, sul quale ha molto da dire Bosch, impegnata, da un lato, nello sviluppo di componenti per la propulsione di veicoli ibridi, elettrici a batteria o celle a combustibile; dall’altro, nel continuo miglioramento dei motori a combustione. Nel contesto attuale risulta molto importante garantire il cosiddetto “powertrain mix”: soluzioni tecnologiche diverse in base alla diversa tipologia di utilizzo.

 

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Mobilità sostenibile

Bosch ha già investito oltre 5 miliardi di euro e quest’anno saranno impiegati ulteriori 700 milioni di euro per sviluppare soluzioni di elettromobilità, fuel cell comprese, pari a un aumento di quasi il 40% rispetto all’anno precedente. Da anni Bosch contribuisce fattivamente al processo di elettrificazione delle auto: sono oltre 90 i progetti acquisiti, di cui 30 solo nell’ultimo anno. L’azienda è, infatti, in grado di fornire dal semplice componente al sistema completo, garantendo massima flessibilità in base alle esigenze dei singoli clienti. A tutto ciò si aggiungono i carburanti sintetici e rinnovabili che hanno superato la fase della ricerca di base e che, tecnicamente, possono già essere prodotti. Si tratta di una soluzione che contribuisce a contrastare il cambiamento climatico, riducendo le emissioni di CO2, con il vantaggio di poter essere utilizzata senza dover prima modificare l’infrastruttura e i veicoli, quindi con un impatto potenzialmente immediato e su vasta scala.

 

Carburanti rinnovabili

L’impegno per aumentare i carburanti a basse emissioni di carbonio ottenuti da fontipowertrain mix rinnovabili è sfociato per Bosch, Shell e Volkswagen nel nuovo Blue Gasoline, che segue il Blue Diesel R33. Il nuovo carburante è composto fino al 33% da energie rinnovabili e assicura una riduzione delle emissioni di carbonio lungo tutto il ciclo “well to wheel”, cioè dal pozzo di estrazione fino all’uso nei veicoli, di almeno il 20% per ogni chilometro percorso. Questo significa che una flotta di 1.000 Volkswagen Golf VIII 1.5 TSI da sola potrebbe far risparmiare più di 230 tonnellate di CO2 all’anno, presupponendo un chilometraggio annuale di 10.000 km ciascuna.Shell ha fatto sapere che compenserà le restanti emissioni di carbonio derivanti dall’uso della Blue Gasoline tramite accordi di compensazione certificati. Per Bosch, i carburanti rinnovabili a emissioni ridotte o zero emissioni di carbonio si affiancheranno all’elettromobilità, ma non la sostituiranno: in linea di principio l’uso di questi carburanti è utile in tutti i tipi di mezzi di trasporto, ma in particolare per quelli per cui non vi è ancora un percorso chiaro ed economicamente praticabile verso l’elettrificazione. Oltre che alle navi e agli aerei, questo concetto si può applicare a tutti i veicoli con motori a combustione interna o sistemi di propulsione ibridi che sono già sulle strade oggi o che saranno prodotti nei prossimi decenni.

 

 

Ma non dimentichiamoci del motore a combustione interna

Secondo Bosch, nel 2030 due terzi delle nuove auto e dei veicoli commerciali leggeri presenti in tutto il mondo saranno ancora alimentati da un motore a combustione interna e molti di questi motori saranno ibridi. Il motore a combustione sarà, quindi, ancora necessario. Ecco perché è fondamentale continuare a sviluppare questo tipo di tecnologia in modo da renderla ancora più efficiente in termini di consumo di risorse. Come interviene Bosch? Grazie alla nuova tecnologia dei sistemi di scarico, le emissioni di NOx dei motori diesel sono state eliminate quasi completamente, come hanno già dimostrato i test indipendenti. Bosch sta perfezionando sistematicamente anche i motori a benzina: le modifiche ai motori e il trattamento efficace dei gas di scarico, oggi consentono di ridurre le emissioni dei particolati fino a circa il 70% rispetto allo standard Euro 6D TEMP.


 

Celle a combustibile

Bosch ritiene che il settore legato all’idrogeno verde nell’Ue avrà un valore di quasi 40 miliardi di euro entro il 2030, con tassi di crescita annuali del 65%. A oggi, l’azienda sta sviluppando soluzioni di celle a combustibile sia stazionarie sia mobili, tecnologia per cui Bosch prevede di investire dal 2021 al 2024 oltre un miliardo di euro.

Un ulteriore passo in avanti di Bosch verso l’utilizzo delle fuel cell a livello mondiale è stato fatto in sinergia con Qingling Motors con cui ha costituito in Cina la joint venture Bosch Hydrogen Powertrain Systems (Chongqing), società che si occuperà dello sviluppo, dell’assemblaggio e della commercializzazione di sistemi di celle a combustibile. Una scelta che conferma quanto Bosch creda nel futuro a idrogeno, come dimostra il fatto che stia portando avanti l’industrializzazione della cella a combustibile presso gli stabilimenti tedeschi di Bamberg, Feuerbach e Homburg. Insieme allo specialista svedese Powercell, Bosch sta sviluppando la pila a combustibile per renderla pronta per il mercato e avviare la propria produzione su larga scala a partire dal 2022.

 

I test Rde

powertrain mixBosch e Mercedes-Benz hanno di recente portato i test Rde (real drive emissions) nel cuore delle metropoli italiane, per verificare scientificamente l’effettivo impatto ambientale della mobilità di ultima generazione. È risultato che i valori medi delle emissioni di ossido di azoto e del numero di particelle allo scarico del motore diesel Euro 6d preso in oggetto, sono inferiori rispetto a quelli di una vettura con alimentazione a benzina a iniezione diretta, pur rimanendo entrambe in una fascia decisamente al di sotto dei limiti. Inoltre, nel test fatto a Milano, in presenza di un’alta concentrazione di particolato, come nel caso in cui ci preceda un veicolo particolarmente inquinante, la concentrazione delle polveri allo scarico è risultata fino a 2.000 volte inferiore rispetto a quella dispersa nell’aria dell’ambiente circostante. Se è forse eccessivo considerare i diesel di ultima generazione dei “filtri per la pulizia dell’aria”, allo stesso tempo andrebbe rivista in maniera radicale la reputazione di questa tipologia di alimentazione, un alleato importante nella transizione verso l’elettrico.

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