Mobilità elettrica: servono le infrastrutture

La sensibilità al tema è di sicuro aumentata negli ultimi anni e a esprimerla sono sia le aziende sia i consumatori privati. Ma mentre l’Europa corre, l’Italia insegue. I motivi li spiega Gaetano Belluccio, managing director e-mobility di FIMER. Come recuperare terreno? Rendere più veloce ed economico il “rifornimento”. E aumentando la capillarità dei punti di ricarica. Senza dimenticare l’ambito domestico

Mobilità elettrica.

FIMER, azienda di servizi energetici, inizia a lavorare nel campo dell’e-mobility a partire dal 2017 come fornitore, ma già due anni dopo si impone con una propria gamma di prodotti. Questo cammino le ha garantito esperienza in ambito progettuale e conoscenza del consumatore, grazie alle quali comprendere le criticità del settore e i bisogni sempre nuovi di un mercato in continuo cambiamento.

Ma come vanno le cose nel nostro Paese? Siamo davvero pronti per questa trasformazione della mobilità individuale? Lo abbiamo chiesto a Gaetano Belluccio, Managing Director e-mobility di FIMER.

«La pandemia e la crisi ambientale hanno contributo ad accrescere la sensibilità verso salute e sostenibilità. Ciò si è tradotto in un percorso di transizione ecologica intrapreso dai singoli, dai governi e dalle imprese, nel quale la produzione di energia da fonti rinnovabili pulite e a impatto zero ha assunto un ruolo centrale.

Una maggiore sensibilità alla mobilità elettrica, quindi

Sì, è aumentata l’attenzione nei confronti della mobilità generata da fonti non a combustione, ma totalmente green (full electric) o ibride (plug-in).
Un trend che in Italia, soprattutto in questi mesi, è stato guidato anche dagli importanti incentivi statali (ad esempio l’ecobonus 110%), che prevedono un supporto consistente per l’acquisto di veicoli elettrici. Questo sostegno ha generato un incremento straordinario delle vendite.
In confronto con altri Paesi, siamo però ancora in netto ritardo. Questo spesso dipende da una mentalità che interpreta ogni cambiamento come un ostacolo, ma anche al ritardo nell’erogare incentivi per l’acquisto di veicoli green. E poi pesa pure la scarsa capillarità delle infrastrutture di ricarica.
Riguardo agli obiettivi dell’Agenda 2030, siamo ancora molto indietro in confronto ad altri Paesi europei ed extra-europei, ma credo che la grave emergenza pandemica abbia suscitato in tutti la voglia di aiutare il pianeta prima che sia tardi.

Mobilità elettrica
Gaetano Belluccio Managing Director e-mobility di FIMER

Quali sono le principali richieste che arrivano dal mercato?

Si chiede soprattutto capillarità infrastrutturale e quindi soluzioni residenziali, commerciali, aziendali che rendano più semplice caricare il veicolo, in particolar modo nelle principali aree di permanenza: casa e lavoro.
Le soluzioni che FIMER ha sviluppato sono indirizzate a coprire ogni segmento di mercato con funzionalità mirate a soddisfare le esigenze delle aziende (ad esempio le soluzioni Load Management e Master/Slave), del residenziale (Standalone, Inverter Net, Load Management), dei centri commerciali e dei parcheggi, con una gestione multi punto simile a quelle delle stazioni carburante, e infine del pubblico, con le soluzioni connesse alle piattaforme remote di gestione e contabilizzazione.

In questo quadro, che cosa è davvero importante per una stazione di ricarica?

Le soluzioni devono essere mirate a rendere semplice ed economico il “rifornimento”, nonché a dare tutte le informazioni relative allo stato di ricarica, ad esempio mediante una connessione locale via App.
Altro fattore decisivo sono gli spazi e la semplicità di installazione. Questo è un elemento estremamente importante, ad esempio per le WallBox, e capace di fare la differenza in termini di costi e opere civili di installazione».

Quali sono i passi più recenti della tecnologia legata alla ricarica delle auto elettriche?

«Il mercato è così veloce ed esigente che non c’è il tempo di rilasciare una nuova funzionalità, che subito questa viene superata da altre.
Le principali feature che oggi vedono indispensabili l’installazione e la gestione delle infrastrutture di ricarica sono mirate tutte all’integrazione in ambito domestico del sistema oppure all’integrazione e all’efficientamento dell’energia prodotta e accumulata nella propria abitazione mediante sistemi integrati con inverter fotovoltaici».

(Mobilità elettrica)

Come sarà l’auto elettrica del 2030? E la stazione di ricarica?

«Le auto elettriche saranno di sicuro più performanti in termini di capacità di percorrenza, a oggi una delle principali difficoltà del settore. Saranno inoltre più accessibili in termini economici, visto che la competitività e l’esperienza iniziano a essere consolidate e affermate.  Prevederanno una tecnologia sempre più mirata a semplificare la comunicazione e l’utilizzo da parte degli utenti. Allo stesso tempo, sarà fondamentale per le stazioni di ricarica aumentare la propria capacità in termini di semplicità d’utilizzo, integrazione nel contesto aziendale, commerciale e residenziale oltre che solidità nella continuità di servizio.
Infine, diventerà indispensabile avere una propria infrastruttura di ricarica, specialmente una WallBox, a casa propria.

I dati di Anfia

 

Mobilità elettrica: quali incentivi dallo Stato

«In Italia – spiega Gaetano Belluccio, Managing Director eMobility di FIMER– gli incentivi statali contenuti nell’ecobonus 110% stanno fortemente direzionando il mercato, dando la possibilità di acquistare un’infrastruttura di ricarica e addirittura quella di creare un vero e proprio pacchetto green: FIMER riceve sempre più richieste di installazioni in ambito residenziale di sistemi del tutto integrati, che prevedono un inverter fotovoltaico, batterie di accumulo oltre che la WallBox di ricarica».
Molti altri Paesi hanno scelto di supportare il passaggio a una mobilità green tramite incentivi sull’acquisto di veicoli o sull’istallazione di colonnine di ricarica. Germania, Francia, Spagna, Inghilterra, ma anche  Australia, USA, Cile. E la vicina Svizzera sogna un futuro, non troppo lontano, completamente green: la Confederazione ha infatti iniziato a erogare incentivi a favore della mobilità sostenibile per i privati cittadini già nel 2019 e a oggi sostiene tanto l’acquisto dei veicoli, quanto l’istallazione a cosa o in azienda delle postazioni di ricarica. (M.L.)

 

 

 

 

 

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