Materiali green per l’edilizia: quali soluzioni?

L’adozione delle soluzioni a basso impatto ambientale e in grado di immagazzinare carbonio nel lungo periodo è un'opportunità che dovrebbe essere colta con urgenza al fine di rispettare gli obiettivi di mitigazione degli effetti del cambiamento climatico. Gli studi del Politecnico di Milano in collaborazione con il Politecnico federale di Zurigo

Materiali green per l’edilizia.

Il settore delle costruzioni e, più specificamente, il settore della ristrutturazione degli edifici esistenti gioca un ruolo decisivo nel raggiungimento degli obiettivi europei di decarbonizzazione dell’economia entro il 2050, essendo responsabile del 39% delle emissioni totali. Queste includono le emissioni indirette, dovute ai consumi elettrici, e le emissioni dirette, che provengono dall’uso di combustibili fossili per il riscaldamento e raffrescamento degli edifici. A queste si aggiunge il contributo dell’industria delle costruzioni, con le relative emissioni dirette, – generate dalla produzione di materiali da costruzione e dalla loro installazione – e le emissioni indirette, per il riscaldamento dei luoghi di lavoro e l’uso di elettricità per le lavorazioni.

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MATERIALI GREEN PER L’EDILIZIA: LA SPINTA DELLA UE

L’Unione europea, in considerazione della vetustà diffusa del patrimonio edilizio dei Paesi aderenti, ha identificato nella sua riqualificazione energetica una delle priorità in vista degli obiettivi legati agli accordi sul cambiamento climatico. Le soluzioni di isolamento termico delle facciate offrono un grande potenziale di risparmio energetico grazie alla significativa diminuzione delle perdite di calore su ampie superfici. Tuttavia, una volta che il fabbisogno di energia primaria di un edificio viene ridotto grazie all’intervento di riqualificazione, viene ad aumentare l’incidenza del contributo alle emissioni complessive di carbonio causato dai processi di produzione dei materiali isolanti.

MATERIALI GREEN PER L’EDILIZIA: UN DOMANDA IN CRESCITA

Su scala europea, si prevede un significativo incremento della domanda di materiali da costruzione da utilizzare negli interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio nei prossimi anni. In Italia, in tempi molto recenti, a seguito dell’introduzione degli eco-bonus, si è già assistito alla difficoltà di approvvigionamento dei materiali a fronte dell’incremento del numero di ristrutturazioni.

Se il sistema di incentivi, da una parte, ha permesso di dare un forte impulso a un settore in crisi, dall’altra pone la seria questione dell’efficacia delle misure introdotte rispetto agli obiettivi di sostenibilità nel lungo periodo: le emissioni di carbonio generate dalla produzione di materiali e dai processi di costruzione potrebbero, infatti, avere un’incidenza tale da limitare in modo significativo i benefici della riduzione di emissioni di carbonio conseguente alla minore domanda di energia per riscaldamento. Per questo motivo, le emissioni di carbonio generate dalla produzione di materiali e dai processi di costruzione rallenterebbero in modo significativo l’auspicata transizione ecologica della nostra società.

MATERIALI GREEN PER L’EDILIZIA: UNO STUDIO COMUNE

In questo scenario, l’adozione di materiali a basso impatto ambientale e in grado di immagazzinare carbonio nel lungo periodo è un’opportunità che dovrebbe essere colta con urgenza al fine di rispettare gli obiettivi di mitigazione degli effetti del cambiamento climatico.

Recenti studi condotti dal Politecnico di Milano in collaborazione con il Politecnico federale di Zurigo hanno dimostrato l’importanza di strategie basate sull’utilizzo di materiali biogenici, mediante analisi di scenario di lungo periodo.

I materiali a base biologica, infatti, non solo sono di natura rinnovabile, ma catturano naturalmente l’anidride carbonica dall’atmosfera durante la loro crescita, per poi essere immagazzinata nella biomassa durante il ciclo di vita come prodotto da costruzione.

La ricerca ha dimostrato che la rimozione dell’anidride carbonica dall’atmosfera e lo stoccaggio in materiali biogenici per un lungo periodo di tempo, influisce positivamente sullo sviluppo del clima terrestre con un effetto rigenerante sul cambiamento climatico. Questo effetto è particolarmente pronunciato se il materiale biogenico si rigenera rapidamente nel suolo, attraverso, ad esempio, la ricrescita delle foreste o delle piantagioni. L’emissione ritardata di carbonio precedentemente immagazzinata in materiali biogenici a rapida crescita – tipicamente erba, come ad esempio paglia, canapa, canna, bambù eccetera – viene completamente catturata dalla ricrescita delle colture nel giro di pochi anni, il che rende questi materiali più efficaci nel mitigare il cambiamento climatico rispetto ai prodotti di legno, i quali necessitano invece di lunghi periodi di ricrescita. Inoltre, i materiali biogenici a rapida crescita hanno molti altri vantaggi, come la loro economicità, la disponibilità locale, la ridotta energia grigia e le proprietà igrotermiche eccezionali, che possono contribuire a migliorare il comfort all’interno di un edificio. La disponibilità e le tipologie di materiali biogenici sono legate allo specifico contesto geografico, e possono essere utilizzati come componenti innovativi in diversi elementi edilizi.

Attenzione ai falsi miti

Non tutti i prodotti da costruzione che impiegano materiali biogenici sono più ecologici rispetto a materiali convenzionali: la scelta dovrebbe ricadere per quei materiali che richiedono processi di lavorazione non intensivi e la cui reperibilità sul mercato è in crescente aumento. Si stima che fino a 150 Mt di anidride carbonica possano essere, ad esempio, immagazzinati nelle facciate degli edifici in Italia: queste possono essere perciò considerate – al pari di altre soluzioni più complesse – dei veri e propri sistemi di cattura e stoccaggio del carbonio (CCS). (G.I. e F.P.)

 

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