Innovation technology amica dell’ambiente

Lo sviluppo dell’high tech è un’occasione fondamentale per dare un forte impulso al processo di decarbonizzazione: il digitale infatti, può diventare il più grande alleato della sostenibilità. Lo dimostra l'esperienza raccontata da Atos

Innovation technology amica dell’ambiente.

Tecnologie innovative come Intelligenza artificiale, super e quantum computing, cloud, analisi dei dati, Digital Twin e reti 5G possono dare una grande aiuto alla lotta contro il surriscaldamento del pianeta.

Tra le industrie virtuose che hanno raccolto questa sfida c’è Atos, società che opera nel settore della trasformazione digitale, con 105 mila dipendenti e un fatturato di oltre 11 miliardi di euro l’anno.  La multinazionale mira a promuovere la decarbonizzazione a beneficio dei propri clienti e di tutti gli stakeholder. Per questo motivo ha deciso di accelerare drasticamente il suo programma contro l’inquinamento ambientale secondo i più esigenti obiettivi di riduzione delle emissioni di anidride carbonica e l’impegno netto a zero emissioni. Atos è carbon neutral dal 2018 e si è impegnata a ridurre le emissioni globali di carbonio del 50% entro il 2025. L’azienda punta anche a raggiungere lo zero netto emissioni – il punto, cioè, in cui qualunque quantità di anidride carbonica prodotta dalle attività aziendali viene bilanciata da una quantità equivalente rimossa – entro il 2028, con un anticipo di 22 anni rispetto all’obiettivo del 2050 dell’accordo di Parigi.

Innovation technology amica dell’ambiente: una strategia

«La decarbonizzazione è per noi una direttrice strategica – afferma Giuseppe Di Franco,  nella foto, Group Executive Vice President Atos, Global Head of Resources & Services e CEO di Atos Italia – e ci stiamo muovendo in tre ambiti: la prima riguarda proprio la nostra società, dove abbiamo sviluppato una politica full electric su tutta la flotta aziendale: utilizziamo energia elettrica derivante da fonti rinnovabili e abbiamo una no plastic policy in tutte le nostre sedi. Il secondo passo sarà la decarbonizzazione dell’IT: è necessario ripensare le infrastrutture IT in ottica green, sviluppare data center ecologici alimentati a idrogeno. Infine, il terzo ambito – quello a maggior impatto – si fonda sull’intento di decarbonizzare i processi dei nostri clienti: abbiamo introdotto alcuni protocolli e condotto delle acquisizioni come quella di EcoAct nel 2020, azienda specializzata in consulenza sulla decarbonizzazione dei processi aziendali».

Atos aiuta, quindi, le organizzazioni che operano nei settori più disparati a sviluppare processi di trasformazione digitale e innovazione per elaborare modelli di business più sostenibili.

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Energia sempre più pulita

Il Gruppo Dolomiti Energia si è impegnato con Atos a ridurre le emissioni di anidride carbonica generate dalle proprie attività utilizzando soluzioni alternative con minor impatto ambientale e costruendo ogni singola offerta al cliente in un’ottica più sostenibile. In che modo? Facendo leva su nuove tecnologie per aumentare l’efficienza, migliorare la gestione delle attività sul campo, come la manutenzione, l’assistenza tecnica e gli interventi in caso di emergenza. Tutto ciò grazie a un’applicazione sviluppata da Atos – Screwdriver – che, attraverso i controlli previsti e introdotti, tende a evitare il ripetersi di interventi sul campo, migliorando i risultati complessivi e proiettando una riduzione dei consumi. Screwdriver lavora su due livelli: elabora, innanzitutto, le caratteristiche del dispositivo smart meter (definizione dei display, composizione dei registri di lettura, composizione dei parametri che influenzano l’erogazione di energia), attribuendo diversi modelli e funzioni in base ai parametri definiti e, in seguito, gestisce le interazioni con l’operatore necessarie ad attuare uno specifico processo. Il Gruppo Dolomiti Energia è presente in tutta la filiera energetica: dalla produzione e distribuzione alla vendita di energia rinnovabile e gas in tutta Italia. Con 1.400 dipendenti e un fatturato consolidato nel 2020 di quasi 1,4 miliardi di euro, è tra le principali realtà multiutility italiane e uno dei primi produttori nazionali di energia idroelettrica green. Il Gruppo è inoltre attivo nei servizi idrici integrati e illuminazione pubblica, cogenerazione e teleriscaldamento, nel campo delle nuove energie rinnovabili e nei servizi ambientali.

Quando il porto è a emissioni zero

Atos sta collaborando con il porto danese di Esbjerg – uno dei più grandi del Mare del Nord – nello sviluppo di un progetto di co-innovazione per creare una soluzione multifunzionale che contribuirà alla riduzione delle emissioni di carbonio. Calcolando le emissioni di anidride carbonica in base alle diverse modalità di trasporto e ai singoli percorsi, il porto mira a essere uno snodo logistico efficace, dove le aziende di logistica navale, su rotaia e stradale avranno l’opportunità di essere proattive nelle loro strategie di decarbonizzazione, scegliendo la modalità e il tragitto con la minore quantità di carbonio prodotta e, allo stesso tempo, sfruttando i risparmi sui costi grazie alla cooperazione con il porto.

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Questo progetto è nato grazie agli sforzi di Invest in Denmark, l’agenzia nazionale danese per la promozione degli investimenti, che fa capo al ministero degli Affari esteri danese. Atos fornirà al porto di Esbjerg una soluzione IoT integrata ed end-to-end con caratteristiche tecnologiche basate su un’analisi intelligente dei dati ad alte prestazioni, con componenti AI integrati come l’apprendimento automatico e le reti neurali. Con una selezione intelligente dovuta all’AI, la soluzione multifunzionale includerà tutte le richieste di carico in una piattaforma analitica digitale, compresi i percorsi disponibili e calcolerà le emissioni di carbonio in base alla diversa modalità di trasporto e al tragitto. In questo modo, la soluzione permetterà alle aziende di selezionare la migliore modalità ed il percorso con la minore impronta di carbonio, tenendo conto di tempi e costi.

 

 

 

 

 

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