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Il ruolo della supply chain nella sfida della sostenibilità

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supply chain sostenibilità
Boston consulting group e Carbon disclosure project hanno creato una piattaforma digitale in grado di faciliterà la condivisione dei dati

(Il ruolo della supply chain nella sfida della sostenibilità)

Una maggiore consapevolezza riguardo ai livelli di emissioni dell’intero ecosistema aziendale rende possibile l’attuazione di misure volte a ridurre le emissioni non solo delle singole realtà, ma nell’intero sistema di cui fanno parte, lungo tutta la catena del valore.

Da questa consapevolezza nasce l’esigenza di capire come possano clienti e fornitori all’interno della supply chain collaborare nel modo più efficace possibile e raggiungere l’ambizioso obiettivo delle zero emissioni entro il 2050.

Proprio in questa direzione è nata la partnership tra Boston consulting group, tra i principali operatori nell’ambito della consulenza strategica e Carbon disclosure project che hanno creato una piattaforma digitale in grado di faciliterà la condivisione dei dati sulla sostenibilità.

 

L’esigenza di collaborare

Carbon disclosure project (Cdp) è un sistema di reporting in grado di fornire informazioni e dati ambientali al mercato e agli investitori, ma ha anche il compito di divulgare a livello globale come avviene la gestione degli impatti ambientali.

Pare che, mediamente, solo il 38% delle imprese collabori con i propri fornitori per ridurre le emissioni. Da qui, la consapevolezza che la cooperazione sarà la chiave per raggiungere la completa decarbonizzazione entro il 2050. Una sinergia resa possibile grazie alla piattaforma digitale che faciliterà la condivisione dei dati sulla sostenibilità.

«Le aziende» ha dichiarato Paul Simpson, Chief executive officer di Cdp «dovranno collaborare sempre più a stretto contatto con le proprie supply chain sulle questioni ambientali e specialmente sulla decarbonizzazione. Attraverso la nostra partnership con Bcg e sfruttando il digitale, gli analytic e le soluzioni di intelligenza artificiale, possiamo trasformare le nostre conoscenze in azioni concrete e rivoluzionare l’approccio alla gestione delle emissioni».

Misurare la carbon footprint

Le fonti emissive sono suddivise in tre macro-classi:

  • Scope 1, che si riferiscono alle emissioni dirette;
  • Scope 2, ovvero le emissioni indirette da consumo energetico;
  • Scope 3: tutte le altre emissioni indirette che vengono generate dalla catena del valore dell’azienda.

Per Bcg, il lancio della partnership e della piattaforma con Cdp rappresenta un passo in avanti nello sviluppo del già esistente “CO2 AI by BCG”, un software end-to-end che usa l’intelligenza artificiale per misurare le emissioni “Scope 1 e 2” prodotte direttamente delle aziende e quantificare le emissioni “Scope 3”, più difficili da misurare in quanto prodotte indirettamente lungo l’intera catena del valore dell’azienda.

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La piattaforma

Venendo al vivo della collaborazione, Bcg e Cdp hanno stretto una partnership per la creazione di una piattaforma che sfrutterà le tecnologie di settore più avanzate, tra cui l’intelligenza artificiale, per facilitare la misurazione e, di conseguenza, la riduzione delle emissioni lungo l’intera catena del valore. La mission è favorire la condivisione dei dati sulla sostenibilità a livello di prodotto all’interno delle catene di valore in modo sicuro, verificabile e orientato all’azione. Il fine è equipaggiare le aziende con efficaci ed estese attività di monitoraggio e di misurazione delle emissioni in tutta la supply chain Christoph Schweizer, Ceo di Bcg (nella foto) ha spiegato orgoglioso: «Questa piattaforma rappresenterà un punto di svolta nella lotta al cambiamento climatico. Insieme, aiuteremo le organizzazioni di tutto il mondo a intraprendere azioni mirate per decarbonizzare le catene del valore».

 

L’Intelligenza artificiale

Protagonista di questa nuova iniziativa è Bcg Gamma, team globale di BCG dedicato all’applicazione dell’Intelligenza artificiale e dell’advanced analytic ai problemi di business di aziende e organizzazioni. Il team è composto da più di 1500 data scientist e ingegneri che sfruttano strumenti come machine learning, deep learning, ottimizzazione, simulazione, linguaggio naturale e analisi delle immagini per costruire soluzioni capaci di migliorare le performance aziendali. “CO2 AI” è il software di Bcg che permette alle aziende di ottimizzare il proprio percorso verso il “net-zero”; basato sull’intelligenza artificiale, può essere implementato dalle organizzazioni di tutti i settori per misurare e ridurre le emissioni su larga scala. “CO2 AI” permette di quantificare esaustivamente, accuratamente e frequentemente le emissioni, come le CO2 equivalenti, ma anche l’uso dell’acqua, i rifiuti, l’inquinamento atmosferico e altri fattori lungo l’intera catena del valore di un’azienda.

 

Lo studio

Considerando il peso delle emissioni generate dalla supply chain sull’impronta carbonica totale delle aziende, è evidente quanto sia necessario un movimento collettivo. Lo studio “Supply Chain, Engaging the Chain: Driving Speed and Scale”, condotto da Bcg in partnership con Cdp, rivela come le emissioni prodotte nelle supply chain siano mediamente 11,4 volte superiori rispetto alle emissioni delle aziende di riferimento. Nonostante ciò, i livelli di collaborazione tra le due parti risultano ancora limitati. Tra le aziende analizzate, infatti, solo il 38% e il 26% collabora con i propri fornitori rispettivamente sul cambiamento climatico e sulla deforestazione. Una percentuale che scende al 16% quando si parla di sicurezza idrica. Sulla base di queste premesse, una collaborazione più attiva tra le aziende e le supply chain, possibile grazie ad una condivisione più trasparente dei dati sulle rispettive emissioni di gas serra, consentirebbe ai player di tutti i livelli della catena del valore di misurare più accuratamente la propria impronta carbonica.

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