Idrogeno certificato

Una risorsa che, almeno in Italia, paga un certo ritardo rispetto ad altri Paesi europei: Olanda, Regno Unito e Germania. Gli operatori si sono mossi con cautela in attesa di conferme da parte del mercato e di un piano generale di sostegno. Ora però si è oltrepassato il punto di non ritorno, come spiega Diego De Rosa (nella foto) product manager "Idrogeno" di Kiwa Italia

Idrogeno certificato

Una risorsa preziosa da valorizzare per favorire il processo verso la decarbonizzazione. Diego De Rosa (nella foto), Product Manager “Idrogeno” di Kiwa Italia, non ha dubbi in merito. «In Olanda, Regno Unito e Germania – spiega – le aziende hanno cominciato a investire in tutti i settori del mercato dell’idrogeno green da oltre 15 anni. Con le dovute eccezioni, questo è lo svantaggio temporale che le nostre aziende devono scontare. Finora, si sono mosse con molta cautela, in attesa di conferme dal mercato e di un piano generale che aiutasse a far decollare l’economia dell’idrogeno. Da noi l’attività di ricerca e sviluppo è spesso appesantita da costi eccessivi che non tutte le aziende sono in grado di sostenere».

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IN PROSPETTIVA, COSTI IN DIMINUZIONE

Lo sviluppo dell’idrogeno verde è stato frenato da difficoltà di carattere tecnico con forti ricadute economiche sui processi produttivi. Oggi questo combustibile green ha un elevato costo di produzione rispetto a quelli tradizionali. Di conseguenza, le reti di distribuzione e i sistemi di stoccaggio non sono ancora stati del tutto abilitati, anche se importanti progetti hanno confermato l’idoneità di alcune strutture esistenti all’utilizzo di idrogeno miscelato al gas naturale. La produzione di idrogeno verde è oggetto di numerosi studi volti ad abbassarne il costo. «Stiamo assistendo – continua De Rosa – all’evoluzione di un sistema regolatorio con piani di incentivi dedicati che potranno avviare l’economia dell’idrogeno. I primi settori interessati saranno i cosiddetti “hard to abate”, quelli con alti consumi di energia ed elevate quantità di inquinanti. Molte aziende in Italia hanno approcciato l’utilizzo dell’idrogeno come vettore energetico sostenibile e alcune hanno iniziato già diversi anni fa. I settori in cui operano riguardano tutta la filiera dell’idrogeno, dalla produzione all’utilizzo finale. Grazie all’esperienza acquisita in oltre 15 anni di attività, Kiwa è già un importante punto di riferimento di questo mercato a livello internazionale, in grado di offrire soluzioni che vanno dalla produzione al trasporto, fino all’end-use».

IDROGENO CERTIFICATO: UN VENTAGLIO DI SERVIZI

I servizi vanno dalla certificazione di componenti e sistemi secondo standard riconosciuti a livello internazionale, all’ampia gamma di prove accreditate Iso/Iec 17025 per il solare e l’idrogeno, alle ispezioni di impianti solari, eolici e per la produzione di idrogeno fino ad attività di pre-assessment e valutazioni su progetti, test sulla compatibilità dei materiali, audit tecnico-finanziari e verifiche indipendenti sulle disposizioni di sicurezza. «Ci sono poi – conclude De Rosa – la formazione professionale e la qualifica del personale, il cui fulcro è l’Hydrogen Experience Centre di Apeldoorn in Olanda, uno dei più moderni centri dimostrativi e di formazione sulle applicazioni domestiche dell’idrogeno. Poiché la maggior parte degli operatori del settore ha ancora poca esperienza nella conversione delle reti di gas per l’uso dell’idrogeno, questo “centro di conoscenza” aperto al pubblico, mette a disposizione dei visitatori tutte le ultime novità riguardo le applicazioni dell’idrogeno».

Idrogeno certificato: tutti i colori del gas

È uno dei gas più abbondanti in natura, ma si aggancia sempre ad altri elementi. Le diverse tipologie di idrogeno, ciascuna definita da un colore, dipendono dalla tecnologia utilizzata per produrlo e dal materiale da cui viene estratto. Oltre il 96 per cento dell’idrogeno utilizzato nel mondo è “grigio” e deriva combustili fossili (carbone compreso), con notevoli emissioni di anidride carbonica. Una versione meno impattante – l’idrogeno “blu” – è quella ottenuta dal gas naturale con un sistema di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica, tecnologia però molto complessa e non efficiente. L’idrogeno veramente pulito, quello “verde”, viene estratto dall’acqua attraverso l’elettrolisi, scindendo la molecola in ossigeno e idrogeno. Questo processo, possibile grazie all’utilizzo di macchine specifiche (gli elettrolizzatori), richiede però grandi quantità di energia prodotta da fonti rinnovabili e, al momento, non presenta ancora costi competitivi in confronto alla produzione di idrogeno grigio e blu. (C.P.)

Idrogeno certificato: identikit di un’azienda

Kiwa Italia fa parte di un gruppo con sedi in 40 Paesi del mondo, principalmente in Europa, Asia, America del Nord e America Latina. L’azienda opera come organismo indipendente, senza essere coinvolta quindi in produzione, distribuzione o altre attività che potrebbero comprometterne la trasparenza. In tema di sostenibilità, Kiwa Italia certifica i sistemi di gestione ambientale - in linea con la norma Iso 14001 - e di efficientamento energetico, secondo quanto prevede la norma Iso 50001. La società svolge attività di testing e certificazione di pannelli e impianti solari fotovoltaici, generatori eolici, collettori e boiler solari termici, inverter fotovoltaici e grid connection, sistemi di accumulo dell’energia. Negli ultimi anni ha esteso i suoi servizi a tutti gli ambiti della filiera dell'idrogeno: dalla generazione all'utilizzo finale, di supporto a tutto il mercato, dai produttori ai distributori e fornitori. (C.P.)

 

 

 

 

 

 

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