Distilleria al servizio dell’ambiente: la parola ad Assodistil

La crescita del comparto della distilleria passa anche per lo sviluppo delle produzioni di carburanti “verdi”. Un’unica attività con un duplice risultato. Di questo e di altro parla Antonio Emaldi, presidente dell’associazione di categoria attiva in Italia da oltre 70 anni

Distilleria al servizio dell’ambiente: AssoDistil da oltre 70 anni riunisce le realtà del settore della distillazione italiana ed è particolarmente attiva nel promuovere l’economia circolare e la sostenibilità nelle 60 aziende aderenti, che rappresentano circa il 95% della realtà nazionale.

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«Il settore distillatorio – spiega il presidente di AssoDistil, Antonio Emaldi – rappresenta un esempio di economia circolare e bioeconomia, ecologicamente e socialmente sostenibile, come dimostra il nostro primo “Report di sostenibilità”. Nel suo insieme, il settore fornisce un contributo concreto al miglioramento della qualità dell’ambiente, oltre a consentire la creazione di una filiera virtuosa di gestione e valorizzazione delle materie prime come i sottoprodotti della vinificazione, che vengono destinati alla distillazione prima e alla produzione di energia poi. Pur essendo solo l’ultimo anello della catena, il settore distillatorio fornisce equilibrio a una filiera intera, garantendo livelli di efficienza e remunerazione adeguata a tutti i soggetti coinvolti. Infatti, nel caso della filiera vitivinicola, le distillerie ritirano ogni anno circa 534 mila tonnellate di vinacce e oltre 209 mila tonnellate di fecce, sottoprodotti delle cantine, sgravando tra l’altro i produttori di vino da oneri di smaltimento molto pesanti ed evitando le emissioni di circa 500 mila tonnellate di anidride carbonica all’anno. Sul versante della mobilità sostenibile, inoltre, il settore distillatorio dispone di una capacità produttiva di oltre 300 mila m³ all’anno di bioetanolo sostenibile, biocarburante indispensabile per arrivare all’abbattimento delle emissioni del 55%, fissato come target dall’Unione europea entro il 2030».

Come si stanno realizzando, in concreto, i vostri obiettivi di sostenibilità? In altre parole in che misura la distilleria è la servizio dell’ambiente?

AssoDistil ha realizzato, in collaborazione con Lifegate, il primo report di sostenibilità sull’attività delle distillerie. Il documento ha evidenziato il contributo fondamentale del settore per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e riduzione degli scarti fissati dall’Unione europea per i prossimi decenni, utilizzando i residui del processo di distillazione per produrre energia elettrica verde, biogas e biometano. Un ulteriore tappa del percorso di sostenibilità delle distillerie è rappresentata dall’avere un packaging sostenibile per i distillati italiani, obbiettivo che è stato oggetto della due giorni dal titolo “Il settore distillatorio italiano tra modello di sostenibilità e nuove sfide, organizzata da AssoDistil. Il risultato del lavoro svolto è il primo prototipo di bottiglia, tappo ed etichetta 100% green».

Recentemente lei è intervenuto alla Camera dei deputati rappresentando il settore. Che cosa chiedete alle istituzioni?

AssoDistil ha organizzato un evento sulla sostenibilità della filiera distillatoria insieme all’onorevole Filippo Gallinella, presidente della XIII commissione “Agricoltura” della Camera dei deputati. Un’opportunità per parlare delle buone pratiche del settore distillatorio, da anni in prima linea nella promozione di iniziative e progetti sostenibili coerentemente con le politiche nazionali ed europee.
In questa occasione, è stato sottolineato come la crescita del settore passi anche per lo sviluppo delle produzioni di carburanti “verdi”. I nostri obiettivi sono ambiziosi perché puntiamo a rifornire di biometano e bioetanolo avanzato tutte le compagnie petrolifere, al fine di decarbonizzare e contribuire a raggiungere l’obiettivo dell’Ue di un continente a emissioni zero al 2050. Il settore chiede politiche di sostegno agli investimenti per bioraffinerie avanzate e per la produzione di bioetanolo e biometano avanzato, nella logica dell’economia circolare, così da creare tra l’altro nuovi posti di lavoro. Il settore distillatorio dispone già oggi di tecnologie all’avanguardia a livello mondiale e di competenze uniche per sviluppare bioprodotti alternativi a quelli di origine fossile, ma servono ingenti investimenti e quindi una precisa volontà politica di puntare sulla vera economia circolare».

(distilleria al servizio dell’ambiente)

Siria: la bottiglia sostenibile

Siria è la bottiglia completamente green creata da Gruppo SAIDA, Labrenta e Bernadet, aziende del packaging e socie sostenitori di AssoDistil. Nasce dalla volontà di creare un prodotto che possa custodire le eccellenze del made in Italy, come la grappa e il brandy, in modo 100% green. Così, il viaggio dalla distillazione fino all’imbottigliamento rappresenta una filiera completamente ecologica. Dal vetro creato dal Gruppo SAIDA, al tappo Labrenta fino all’etichetta di Bernadet, ogni singolo componente viene prodotto utilizzando tecniche e materiali sostenibili.

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La bottiglia è in grado di contenere prodotti di grande eccellenza del settore distillatorio, utilizzando materiale riciclato e sfruttando energie rinnovabili. Il tappo è completamente sostenibile, composto con tecniche e materiali innovativi, come la Sughera®, un blend rivoluzionario a base di granina di sughero naturale, mescolato a polimeri plastici senza l’utilizzo di colla, assemblato alla testa di legno con tecnologia Ngs (“No glue system”). Ogni singolo componente viene tracciato, come nel caso del legno con certificazione Fsc, che attesta la provenienza del materiale da foreste gestite correttamente. Per l’etichetta di Siria, l’azienda francese Bernadet ha scelto di sfruttare tecnologie che permettono di decorare utilizzando anche metalli preziosi come l’oro, che non hanno impatto ambientale. (M.L.)

 

(distilleria al servizio dell’ambiente)

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