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Design e transizione ecologica: due alleati possibili

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Design e transizione ecologica
Può l’estetica abbinata all’impiantistica spingere verso la transizione ecologica? Sì, secondo l’esperienza di Unical, la cui caldaia Osa ha ottenuto il premio internazionale Compasso d’Oro ADI

Design e transizione ecologica.

Nell’immaginario collettivo una caldaia murale è quasi sempre un oggetto da nascondere: tubi, rubinetti, manopole, scarichi. Osa stupisce perché in uno spessore davvero contenuto e in dimensioni che non si discostano dalla norma, costruisce una figura quasi astratta, ordinatissima, elegante e sobria.

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Con questa motivazione, nel 2018, la giuria del concorso “Compasso d’Oro” aveva premiato la caldaia Osa di Unical, dando nuovo spazio all’associazione fra design e tecnologia. Una relazione che può contribuire a favorire la transizione ecologica, soprattutto se – usando lo stile come vettore – spinge anche a una maggiore consapevolezza verso l’importanza di aggiornare le proprie tecnologie perché siano meno energivore.

DESIGN E TRANSIZIONE ECOLOGICA: SE IL BELLO PUÒ AIUTARE

Ma in un’ottica di transizione ecologica, quindi, come può il design aiutare a far breccia fra gli utenti anche quando si parla di prodotti come una caldaia a condensazione? Risponde Sergio Fiorani, CEO di Unical (nella foto): «Il design di una caldaia a condensazione – dice – ha un ruolo importante nell’aumentare la consapevolezza del consumatore, innanzitutto per il fatto stesso che è lì, davanti agli occhi, anziché nascosta in un mobiletto, per il fatto che è bella e che quindi l’utente la rispetta come oggetto gradito e se ne ricorda. Questo porterà sicuramente a una maggior cura, ad una maggior attenzione e manutenzione. In un’epoca come questa che vive di immagine, il bell’oggetto è un vanto e come tale deve essere trattato. In più, se consideriamo che un oggetto molto bello ha probabilmente anche un certo valore economico, anche solo per materiali e finiture, è chiaro che chi lo acquista voglia anche qualità al top al suo interno; quindi, è altamente probabile che i prodotti top di gamma dal punto di vista estetico, lo siano anche dal punto di vista tecnologico».

DESIGN E TRANSIZIONE ECOLOGICA: DIETRO LE QUINTE

Osa è stata firmata da ArtÚ Design Studio, composto da Ilaria Jahier, Sergio Fiorani, Igor Zilioli e Gian-Luca Angiolini e, interpellando i progettisti su come stringere il legame fra design e tecnologie, Ilaria Jahier – anche direttrice creativa e vicepresidente Unical – risponde così: «Il dialogo tra forma e funzione credo sia aperto da sempre e, se la funzione è tecnologica, chiaramente la forma dialogherà con la tecnologia. Altro discorso invece è il dialogo tra cultura del progetto formale e la produzione di determinate tipologie di oggetti più o meno necessari. Per molti prodotti, soprattutto per quelli necessari, come per esempio per la caldaia, la cultura del progetto formale non era contemplata tra le variabili. Le cose superflue o comunque accessorie erano sempre più disegnate, mentre se si produceva una caldaia la si faceva come si era sempre fatta. Era sufficiente funzionasse. Era naturale che prima o poi un catafalco di latta bianca in un ambiente domestico sarebbe stato di troppo. Il dialogo lo aprono i visionari».

DESIGN E TRANSIZIONE ECOLOGICA: RICERCA E INNOVAZIONE

Dopo questo primo passo di Unical, quindi, si è aperta una tendenza, che mette il design al centro anche nel caso della produzione di elementi tecnologici come una caldaia. Da qui, la spinta anche ad aggiornare la filiera produttiva e la componentistica: per realizzare una caldaia da “esporre” è stato per esempio necessario lavorare su dimensioni di scambiatori differenti rispetto alle caldaie precedenti, concentrandosi sulla ricerca e sull’innovazione che, parallelamente, hanno portato anche alla definizione di elementi più efficienti.

Design e transizione ecologica
Da sinistra: Sergio Fiorani, Ilaria Jahier, Igor Zilioli e Gian-Luca Angiolini

Quando un riconoscimento come il Compasso d’Oro, dunque, è stato associato a un prodotto tecnologico, è stato fatto un primo passo verso una nuova filosofia che associa all’innovazione legata all’impiantistica anche l’adesione alle tendenze in termini di stile e design, per raggiungere un pubblico più ampio di utenti e, così, partecipare in proporzioni maggiori all’aggiornamento dei sistemi di riscaldamento, in questo caso. Allargando il raggio d’azione, studiare nuove forme per elementi di solito non considerati in base al proprio stile può essere un altro modo per spingere verso l’innovazione e, di conseguenza, verso l’ecologia.

Componente d’arredo

Il frontale può essere nero lucido, bianco o verde mela, ma può anche diventare una lavagna o uno specchio, con la finitura acciaio inox supermirror: Osa si presenta come un componente d’arredo e lo può fare grazie soprattutto alle sue dimensioni ridotte, solo 18 centimetri di spessore. La caldaia di Unical, infatti, è dotata di uno specifico scambiatore ultrapiatto in alluminio/silicio/magnesio a cui, oltre alle dimensioni contenute, corrispondono caratteristiche tecniche che l’hanno portata in classe A+. Osa, infatti, ha un rendimento in riscaldamento del 98%, bassissime emissioni inquinanti – come garantito dalla Low NOx calsse 6 – e basse emissioni sonore (circa 50 dB). Fra i suoi punti di forza, anche la possibilità di essere coordinata da remoto attraverso la app U-fly. (A.S.)

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