Agricoltura sostenibile 4.0

Conciliare produttività e tutela di ambiente e territorio non è una strada facile, ma le imprese agricole italiane sono pronte a cogliere la sfida. Il punto di vista del direttore dell’associazione, Donato Rotundo, offre uno sguardo a 360 gradi sul presente e sul futuro

Agricoltura sostenibile 4.0

Qual è lo stato dell’arte delle imprese agricole italiane in tema di sostenibilità ambientale? Nella  seconda edizione del «Rapporto di Agricoltura100» (l’iniziativa di Reale Mutua e Confagricoltura nata nel 2020 per promuovere il contributo dell’agricoltura alla crescita sostenibile e al rilancio del Paese) 2.162 imprese (+16,9% rispetto alla prima edizione) hanno misurato il proprio livello di sostenibilità confrontandosi con 234 variabili relativi alle seguenti tematiche: sostenibilità ambientale, sostenibilità sociale, gestione dei rischi e delle relazioni e qualità dello sviluppo ed è venuto fuori questo quadro. Rispetto al periodo pre-Covid, l’importanza attribuita alla sostenibilità ambientale (56,7%), alla sostenibilità sociale (47,9%), alla gestione del rischio e delle relazioni di filiera (45,0%) è aumentata. Dal report emerge cioè la profonda consapevolezza delle imprese del mutamento che il settore agricolo sta vivendo e la necessità di modelli produttivi sempre più orientati alla sostenibilità e all’innovazione. Le imprese con un livello alto e medio-alto sono passate dal 48,1% al 49,1% del totale. Le attività con un livello di sostenibilità ancora embrionale o limitato, invece, scendono dal 17 al 12,7 punti percentuali. Parte di queste si sono spostate nella fascia di livello medio, che passa dai 34,5 punti percentuali ai 38,2.

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«Il rapporto – spiega Donato Rotundo, nella foto qui sotto, direttore dell’area «Sviluppo Sostenibile e Innovazione» di Confagricoltura – mette in risalto che l’interdipendenza tra sostenibilità e innovazione tecnologica è ormai un dato assodato. Le imprese agricole nel breve e medio periodo dovranno confrontarsi sempre più con i temi legati alla produttività e sostenibilità e cioè con l’obiettivo di garantire un regolare approvvigionamento di prodotti alimentari, mangimi e biomateriali e, nello stesso tempo, tutelare le risorse naturali. Un’attenzione dell’agricoltura, non solo verso le questioni ambientali, ma anche sociali e più in generale della valorizzazione dei territori».

Donato Rotundo, direttore dell’area «Sviluppo Sostenibile e Innovazione» di Confagricoltura

Facciamo il punto sulle innovazioni che riguardano la digitalizzazione e sull’utilizzo delle soluzioni di «Agricoltura 4.0»

Il settore agroalimentare, nonostante la pandemia, si è mostrato dinamico e aperto all’innovazione, ben consapevole dei benefici che l’applicazione delle tecnologie digitali può apportare in termini di efficienza, competitività, sostenibilità della filiera. Le difficoltà riscontrate durante l’emergenza sanitaria hanno rallentato anche il mercato dell’agricoltura 4.0, che però è ripartito di slancio, raggiungendo un valore di 540 milioni di euro nel 2020 (circa il 4% del mercato globale), registrando una crescita del 20% rispetto all’anno precedente, in linea con l’andamento pre-pandemia. Ora attendiamo i dati relativi al 2021. Le soluzioni innovative per l’agricoltura 4.0 consentono l’automazione di diverse fasi delle produzioni agricole con l’obiettivo di ottimizzare i processi e ridurre i costi, basandosi principalmente su una combinazione di robot; sensori, algoritmi di imaging satellitare e di apprendimento automatico. Ciò non solo permette di risparmiare sui costi e di migliorare la qualità dei prodotti agricoli, ma anche di ridurre l’impatto ambientale, consentendo di utilizzare meno acqua, energia, fertilizzanti e prodotti fitosanitari. Le soluzioni digitali si stanno facendo largo anche nell’ambito della tracciabilità alimentare, dove non mancano soluzioni abilitate da tecnologie che migliorano la raccolta, la valorizzazione e la condivisione dei dati lungo la filiera. Nel prossimo futuro sarà fondamentale lavorare a soluzioni che, in un’ottica di “piattaforma”, siano adatte a sostenere lo scambio e la valorizzazione di dati tra gli attori, per rendere la tracciabilità un’opportunità concreta per l’efficienza della supply chain, per il coordinamento lungo la filiera e per la valorizzazione del prodotto.

I progetti pronti a partire

Sono diversi i temi e i progetti su cui Confagricoltura è impegnata per favorire la transizione ecologica, che poi è fortemente correlata alla transizione energetica e digitale. «Sì – conferma  Donato Rotundo, direttore dell’area «Sviluppo Sostenibile e Innovazione» – sono diversi i fronti su cui occorre impegnarsi: ridurre i consumi energetici del comparto e sviluppo delle rinnovabili in agricoltura, riconvertire il parco macchine agricolo per renderlo più efficiente e meno inquinante, incrementare la sostanza organica e aumentare la fertilità dei suoli, contribuendo allo stoccaggio di carbonio, al carbon farming, promuovere l’economia circolare, la bioeconomia e la chimica verde, promuovere un sistema agricolo come presidio territoriale per le comunità rurali nelle aree interne, marginali, collinari e montane, particolarmente colpite dal fenomeno dell’abbandono, dal dissesto idrogeologico, nonché nel sistema delle aree protette del Paese, un nuovo rapporto tra città, aree periurbane e aree rurali. E, infine – conclude Rotundo – l’impegno di Confagricoltura verso l’innovazione e la ricerca. Siamo alla terza edizione del Premio innovazione diretto alle imprese agricole che puntano alle tematiche ambientali». (F.M.)

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