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Agricoltura 4.0? Il biometano c’è

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Agricoltura 4.0 biometano
Come si coniuga con gli obiettivi di sostenibilità e di decarbonizzazione? Ne abbiamo parlato con Piero Gattoni, Presidente del Consorzio Italiano Biogas

Agricoltura 4.0? Il biometano c’è

1,92 miliardi di euro. È quanto prevede il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per gli investimenti nel settore primario in progetti immediatamente cantierabili nella filiera agricola e agroindustriale italiana. All’interno di questo capitolo, particolare importanza è stata data al settore del biometano agricolo, visto come driver strategico per rafforzare il sistema produttivo del Paese, per promuovere l’innovazione nelle imprese agricole e per contribuire a contrastare il cambiamento climatico. Ma come si coniuga il tema del biometano agricolo con gli obiettivi di sostenibilità e di decarbonizzazione? Ne abbiamo parlato con Piero Gattoni, Presidente del Consorzio Italiano Biogas (CIB).

 

Da transizione ecologica a transizione agroecologica: qual è il ruolo dell’agricoltura in accordo anche con la prospettiva di Farming for Future?

L’agricoltura italiana può svolgere un ruolo importante e strategico stimolando percorsi di bioeconomia, in linea con le esigenze dei diversi territori, e favorendo pratiche agroecologiche innovative all’interno delle aziende agricole. Attraverso il progetto “Farming for Future – 10 azioni per coltivare il futuro”, ideato dal Cib, abbiamo individuato dieci azioni immediatamente praticabili ed efficaci che, se correttamente implementate, potranno contribuire al 2030 a ridurre le emissioni di gas a effetto serra del settore agricolo del 32%, oltre a una ulteriore diminuzione del 6% delle emissioni nazionali di CO2 legate alla disponibilità di una fonte rinnovabile (il biometano) alternativa alle fonti fossili. Attraverso il percorso proposto da Farming for Future la digestione anaerobica si pone quale centro pulsante del sistema produttivo attraverso il quale si potranno preservare le produzioni di qualità, tutelando la fertilità del suolo.

 

Il consorzio

Il CIB-Consorzio Italiano Biogas è la prima aggregazione volontaria nazionale nata nel 2006 per rappresentare il comparto italiano della produzione di biogas e di biometano in agricoltura. Riunisce oltre 750 aziende agricole produttrici di biogas e biometano e più di 200 società industriali fornitrici di impianti, tecnologie e servizi per la produzione di biogas e biometano; a questi si aggiungono enti e istituzioni che, insieme, contribuiscono alla promozione della digestione anaerobica in agricoltura. Il CIB promuove il modello agro-economico del Biogasfattobene®, uno strumento per sostenere la trasformazione agroecologica dell’attività agricola e zootecnica producendo energia rinnovabile. È tra i membri fondatori della European Biogas Association (EBA).

https://www.consorziobiogas.it/

 

Che ruolo può giocare il biometano nel rilancio dell’economia (stime, cifre eccetera)?

Il biometano gioca un ruolo importante nel rilancio dell’economia. Lo sviluppo della digestione anaerobica in agricoltura per la produzione di energia elettrica rinnovabile, negli ultimi dieci anni, ha fatto registrare 4,5 miliardi di euro di investimenti, creando oltre 12.000 posti di lavoro stabili. Inoltre, tutte le aziende associate al CIB per ogni euro investito in produzione di energia, ne hanno reinvestito la metà in innovazione dell’attività agricola. La nuova prospettiva di sviluppo delineata dal PNRR dal punto di vista sia delle risorse sia delle riforme attese, apre le porte a nuovi investimenti del settore primario  verso il biometano e accresce ancora di più il ruolo dell’agricoltura nella transizione energetica e nella decarbonizzazione, permettendo alle nostre aziende agricole di affacciarsi a più mercati, non più limitati alla sola produzione di energia elettrica. In Farming for Future abbiamo stimato un potenziale di biometano producibile in Italia al 2030 di circa 6,5 miliardi di m3, da poter destinare ai diversi mercati (cogenerazione, trasporti e altri usi) e che potrà contribuire alla creazione di 25.000 nuovi posti di lavoro. Questa prospettiva dimostra ancora una volta che il settore agricolo, in sinergia con il comparto industriale, è in prima linea per rafforzare il sistema produttivo del Paese e le eccellenze che lo contraddistinguono.

 

Biometano
Piero Gattoni, Presidente del Consorzio Italiano Biogas (CIB)

In un recente passaggio in Consiglio dei Ministri si è parlato di “progetti immediatamente cantierabili”: è possibile fare qualche esempio?

Per poter sviluppare il biometano agricolo, seguendo la traiettoria che ci porterà al 2026, occorre partire dalla riconversione degli impianti biogas esistenti che sono quelli che possono effettuare un rapido passaggio dalla produzione di energia elettrica base load al biometano da destinare a diversi usi, compreso quello di produzione di energia elettrica programmabile. Ciò permette di dare continuità a una produzione 100% rinnovabile e al contempo di preservare il patrimonio impiantistico già presente sul nostro territorio.

Il decreto biometano varato nel 2018 ha promosso l’utilizzo del biometano nei trasporti, delineando una traiettoria lungimirante di passaggio dalla produzione elettrica a quella a biometano, ma che il settore agricolo non ha potuto cogliere appieno per via di diversi problemi in sede applicativa.

Le traiettorie di riforme prospettate nel PNRR, non limitate solo all’ambito dei trasporti, sono uno strumento fondamentale per superare le criticità riscontrate finora e favorire, non solo la rapida riconversione degli impianti esistenti verso il biometano, ma anche lo sviluppo di nuove iniziative.

Farming for Future

Farming for Future è un progetto ideato e messo in atto dal Consorzio Italiano Biogas che, attraverso dieci azioni, si pone l’obiettivo di traghettare l’agricoltura tradizionale verso l’agroecologia. I dieci punti sono: 1) energie rinnovabili in agricoltura, 2) azienda agricola 4.0, 3) gestione dei liquami da allevamento, 4) fertilizzazione organica, 5) lavorazioni agricole innovative, 6) qualità e benessere animale, 7) incremento della fertilità dei suoli, 8) agroforestazione, 9) produzione e uso dei materiali, 10) biogas e altri gas rinnovabili. L’obiettivo è quello di attuare il programma entro il 2030 coinvolgendo l’intera filiera degli attori, partire da agricoltori, allevatori e produttori fino ai consumatori.

http://farmingforfuture.it/

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